Il campo elettrostatico è un [[Campo conservativo]], per cui la sua [[circuitazione]] è nulla.
Questo non è però in generale vero per un campo elettrico che non sia generato semplicemente dalla presenza di cariche elettriche disposte staticamente nello spazio, ma da dispositivi di natura elettro-chimica (pile) o meccanica o mediante l'utilizzo di un [[Campo magnetico]].
In questi casi la circuitazione non è nulla, questa differenza di potenziale è ciò che spinge le cariche elettriche a muoversi lungo il circuito, producendo corrente elettrica.
Si definisce quindi la **forza elettromotrice (f.e.m)** come la circuitazione del campo lungo una linea chiusa:
$\color {orange} \mathcal{E} = \oint \vec{E} \cdot d\vec{l}=\Delta V$
dove $\mathcal{E}$ rappresenta la forza elettromotrice e $\mathbf{E}$ è il campo elettrico
*Questo integrale rappresenta il lavoro fatto per unità di carica per muovere una carica positiva intorno al circuito.*
Per spostare una carica elettrica da un punto A ad un punto B è necessario svolgere del [[Lavoro e potenza|lavoro]]. La **tensione (o differenza di potenziale)** è l’energia necessaria per spostare una carica unitaria attraverso un elemento, misurata in volt (V).
==Un sistema fisico capace di mantenere una forza elettromotrice non nulla su un percorso chiuso è chiamato [[Generatore di tensione]]==
#### Forma differenziale
Essendo il [[Campo elettrico]]
$\boldsymbol{E}(r)=\frac{\boldsymbol{F}}{q}$
La tensione $V_{a b}$
$V_{ab} = \vec{E} \cdot d\vec{l}=\frac{\boldsymbol{F}}{q}\cdot d\vec{l}$
Sostituendo con il lavoro infinitesimo ($dW=F\cdot dl$) si ottiene quindi che l’energia (o il lavoro) necessaria per spostare una carica unitaria da $a$ a $b$ è uguale a:
$ \color {green}
V _{a b} \triangleq \frac{d W}{d q}
$
dove $w$ è l’energia in joule (J) e $q$ è la carica in coulomb (C).