La stabilità dell'equilibrio studia il comportamento di un sistema meccanico quando viene perturbato dalla sua configurazione di riposo. Un equilibrio si dice **stabile** se il sistema tende a rimanere confinato nelle vicinanze della posizione iniziale, **instabile** se se ne allontana indefinitamente.
### Stabilità alla Liapunov
La definizione formale di stabilità in dinamica è data dal criterio di **Liapunov**.
Per un sistema di punti materiali, una configurazione di equilibrio $\mathbf{q}^\circ$ è stabile se, per ogni tolleranza massima sulle posizioni ($\epsilon$) e sulle velocità ($\epsilon'$), è possibile trovare delle perturbazioni iniziali sufficientemente piccole ($\delta$ per le posizioni, $\delta'$ per le velocità) tali che, se il sistema parte all'interno di queste perturbazioni, non supererà mai le tolleranze $\epsilon$ ed $\epsilon'$ per tutto il tempo futuro.
In termini semplici: se si perturba "poco" il sistema (sia in posizione che in velocità), esso si allontanerà "poco" dalla configurazione di equilibrio per sempre. È fondamentale notare che la stabilità alla Liapunov richiede il confinamento non solo delle posizioni, ma anche delle velocità.
### Il Teorema di Dirichlet-Lagrange
Per i sistemi olonomi, a vincoli fissi e soggetti a [[Forze conservative]], il **Teorema di Dirichlet-Lagrange** fornisce una condizione sufficiente per la stabilità.
Esso afferma che:
> Se una configurazione di equilibrio $\mathbf{q}^\circ$ è un **massimo relativo isolato** del potenziale $U$ (ovvero un minimo relativo isolato dell'[[Energia potenziale]] $V = -U$), allora $\mathbf{q}^\circ$ è stabile secondo Liapunov.
#### Dimostrazione e significato fisico
La dimostrazione si basa sulla conservazione dell'[[Principio di conservazione dell'energia meccanica|energia meccanica]] $E = T - U$.
Se $\mathbf{q}^\circ$ è un massimo isolato di $U$, possiamo porre $U(\mathbf{q}^\circ) = 0$. Nelle immediate vicinanze, $U$ sarà strettamente negativo. Poiché l'[[Energia cinetica]] $T$ è sempre positiva o nulla, l'energia meccanica $E$ ha un minimo assoluto (pari a zero) esattamente nella configurazione di equilibrio con velocità nulla.
Se perturbiamo il sistema fornendogli una piccola energia iniziale $E_* > 0$, il sistema non potrà mai raggiungere configurazioni in cui l'energia richiesta (cinetica + potenziale) superi $E_*$. Questo crea una "barriera energetica" (o "buca di potenziale") da cui il sistema non ha l'energia sufficiente per uscire, garantendo il confinamento sia delle posizioni che delle velocità.
#### Forze dissipative
Il teorema rimane valido anche se si aggiungono forze non conservative, purché siano **dissipative** (ovvero compiano lavoro negativo o nullo, non aumentando l'energia del sistema). Se le forze sono *completamente* dissipative (es. attrito viscoso), il sistema non solo rimane confinato, ma tenderà asintoticamente a fermarsi nella configurazione di equilibrio (stabilità asintotica).
### Criteri di instabilità
Il **Teorema di Dirichlet-Lagrange** fornisce una condizione sufficiente per la stabilità, ma non necessaria. Cosa succede se l'equilibrio non è un massimo isolato del potenziale? Il problema dell'inversione del teorema è complesso, ma esistono diversi criteri per garantire l'instabilità.
#### Criterio di Liapunov (tramite l'Hessiano)
Se il potenziale $U$ è differenziabile almeno due volte, si può studiare la matrice Hessiana calcolata in $\mathbf{q}^\circ$. Il criterio di instabilità di Liapunov afferma che se l'Hessiano possiede **almeno un autovalore positivo**, la configurazione è instabile.
- Se tutti gli autovalori sono negativi: massimo isolato $\rightarrow$ stabile (Dirichlet-Lagrange).
- Se c'è almeno un autovalore positivo: instabile (Liapunov).
- Se ci sono autovalori nulli e i restanti negativi: il caso è dubbio e richiede analisi di ordine superiore.
#### Altri criteri
- **Sistemi a 1 grado di libertà**: Qualsiasi equilibrio che non sia un massimo isolato (es. minimi, flessi, massimi piatti) è instabile.
- **Criterio di Chetaev**: Se il potenziale è una funzione omogenea e l'equilibrio non è un massimo, allora è instabile.
- **Criterio di Hagedorn-Taliaferro**: Se l'equilibrio è un minimo relativo del potenziale, è sempre instabile, indipendentemente dalla forma funzionale o dagli autovalori dell'Hessiano.
### Esempi ed esercizi
Immagina una pallina in una ciotola (potenziale a forma di "U").
- **Dirichlet-Lagrange**: Il fondo della ciotola è il punto più basso (minimo dell'energia potenziale $V$, quindi massimo del potenziale $U$). Se dai un piccolo colpetto alla pallina (perturbazione $\delta, \delta'$), essa salirà un po' sui bordi ma non avrà mai l'energia per uscire dalla ciotola. Rimarrà confinata (stabilità).
- **Forze dissipative**: Se c'è attrito (forza completamente dissipativa), la pallina non solo non uscirà, ma le sue oscillazioni si smorzeranno fino a fermarsi esattamente sul fondo (stabilità asintotica).
- **Instabilità**: Capovolgi la ciotola. La cima è un minimo del potenziale $U$. Se la pallina è perfettamente in cima è in equilibrio, ma il minimo colpetto la farà cadere giù, allontanandosi per sempre (instabilità garantita dai criteri di Liapunov/Hagedorn-Taliaferro).
##### Domande di teoria
- Qual è la differenza concettuale tra la stabilità statica e la stabilità dinamica alla Liapunov?
- Perché la dimostrazione del Teorema di Dirichlet-Lagrange fallisce se il sistema è soggetto a forze non conservative che immettono energia nel sistema?
- Spiega perché il caso in cui l'Hessiano del potenziale presenta autovalori nulli (e i restanti negativi) è considerato un "caso dubbio" per la stabilità.
##### Esempi ed esercizi
**Risolvere i seguenti esempi ed esercizi:**
- [ ] Esempi ed esercizi | Lezione 65 + 67-68 Turzi
*Consultare le risorse consigliate in fondo alla nota per soluzioni e approfondimenti.*
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