Un progetto illuminotecnico ha l'obiettivo di fornire un'illuminazione adeguata per svolgere compiti visivi specifici in un ambiente. Questo implica la definizione di vari fattori, come il tipo e la potenza delle lampade, la loro quantità, posizione e orientamento.
Oltre al flusso luminoso, è importante considerare variabili come il controllo dell'abbagliamento, la resa dei colori, il dosaggio delle ombre, il fattore di contrasto e l'uniformità dell'illuminamento.
Un buon progetto deve anche tenere conto di aspetti elettrici, come il consumo energetico e la sicurezza dell'impianto.
Lo sviluppo del progetto si differenzia tra:
- **Ambienti chiusi --> metodo del flusso totale**
- [[Illuminazione di ambienti aperti|Ambienti aperti]] --> **metodo punto-punto**
#### Metodo del flusso totale
Il metodo del flusso totale è utilizzato per progettare l'illuminazione di ambienti chiusi. Si parte dal livello di illuminamento richiesto sul piano di lavoro, determinato in base all'uso del locale e al tipo di compito visivo.
Questo metodo è applicabile a illuminazione diretta, indiretta e mista, e si basa su alcune ipotesi:
1. Locale a forma di parallelepipedo.
2. Disposizione regolare e uniforme dei centri luminosi.
3. Altezza costante dei centri luminosi rispetto al piano di calcolo.
4. Solido fotometrico degli apparecchi illuminanti di struttura simmetrica.
L'[[Grandezze fotometriche|illuminamento medio]] sul piano di lavoro è dato da:
$ E = \frac{\Phi}{A} = \frac{I\Omega}{A} $
*Dove:*
- *$E$ = Illuminamento medio*
- *$\Phi$ = Flusso luminoso*
- *$A$ = Area del piano di lavoro*
- *$I$ = Intensità luminosa*
- *$\Omega$ = Angolo solido*
Il flusso luminoso utile $\Phi_u$ è calcolato come $\Phi_u = Ē \cdot A$, così denominato in quanto solo una parte del flusso totale 𝛷tot emesso dagli apparecchi raggiunge in modo diretto o indiretto il piano da illuminare.
Il legame tra il flusso totale emesso e il flusso utile è dato dal **coefficiente di utilizzazione u**:
$ u = \frac{\Phi_{u}}{\Phi_{tot}} $
Da cui si ricava:
$ E = \frac{u \cdot \Phi_{tot}}{A} $
Per mantenere un livello medio di illuminamento nel tempo, si introduce il **fattore di manutenzione e deprezzamento** $d$:
$ E = \frac{u \cdot \Phi_{tot} \cdot d}{A} $
Il flusso totale richiesto è:
$ \Phi_{tot} = \frac{EA}{ud} $
Nell’ipotesi in cui ciascun apparecchio contribuisce all’illuminamento della superficie in modo uguale, Il numero di apparecchi illuminanti richiesti è:
$ \color {green} n_{app} = \frac{EA}{ud \cdot \Phi_{app}} $
==Per calcolare il flusso totale emesso, noto l’illuminamento medio e l’area da illuminare, occorre dunque determinare il fattore di utilizzazione u e quello di deprezzamento d.==
##### Fattore di utilizzazione
Il fattore di utilizzazione $u$ è fornito dal costruttore e dipende dai fattori di riflessione delle superfici del locale e dalla sua geometria.
La disposizione uniforme degli apparecchi non influisce su $u$, permettendo al progettista di scegliere l'interdistanza tra gli apparecchi.
La geometria del locale è descritta dall'indice del locale $i$:
$ i = \frac{ab}{(a+b)h} $
Dove:
- $a$ e $b$ = Dimensioni del locale
- $h$ = Distanza tra il piano utile e la sorgente luminosa
##### fattore di manutenzione e deprezzamento
Il fattore di manutenzione e deprezzamento $d$ considera il deperimento dell'impianto dovuto all'invecchiamento delle sorgenti luminose e allo sporcamento degli apparecchi e delle superfici di riflessione.
È il prodotto di tre fattori:
$ \color {orange} d = d_1 d_2 d_3 $
*Dove:*
- *$d_1$ = Fattore di decadimento della lampada*
- *$d_2$ = Fattore di decadimento dell'apparecchio*
- *$d_3$ = Fattore di decadimento delle superfici del locale*
*Andamento del fattore di decadimento delle lampade d1, in funzione delle ore di esercizio, per alcune tipologie di sorgenti luminose:*
![[Pasted image 20250226122339.png]]
*Fattore di decadimento dell'apparecchio illuminante d2 in funzione del tempo di esposizione, per differenti casi di installazione:*
![[Pasted image 20250226122413.png]]